Personaggi celebri


Ruggero di Lauria

Ammiraglio di Sicilia e di Aragona sotto Pietro, Giacomo e Federico d’Aragona, rRuggero nacque a Lauria. Sconfisse provenzali, francesi e pugliesi delle flotte di Carlo d’Angiò nel Tirreno, nello Jonio e nel Mediterraneo. La sua qualità fu il genio militare e navale che gli permise di vincere tutte le battaglie in cui si impegnò. Macchiò, però la sua fama perchè fu molto spietato e duro con i vinti ed i prigionieri ed inoltre fu eccessivamente avaro. Le sue più brillanti campagne sono quelle del 1284 e 1285. Per la vastità è impossibile elencare tutte le sue imprese, ne ricordiamo alcune: la battaglia navale di Malta e di Castellammare di Stabia, la conquista delle Isole di Gerba (Tunisia), la battaglia navale tra Barcellona e Capo San Sebastiano, varie incursioni in Grecia e le numerose battaglie navali e di terra in Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania. Morì il 17 gennaio 1305 a Valenza (Sapgna) dove fu sepolto.


Nicola Santo

Nicola Santo nacque a Lauria nel 1889. si trasferì a Napoli dove, cominciò ad interessarsi della radiotelegrafia, escogitando una apparecchiatura che avrebbe dovuto impedire, secondo lo scopritore, la collisione dei treni. Trasferitosi a Parigi conobbe un’alta personalità nel campo dell’aviazione brasiliana: Alberto Santos-Dumonti. Questo avvenimento segnò per il Santo l’inizio di una vita piena di successi. Si recò in Brasile dove costruì un “hangar” per dirigibili che trasformò successivamente in una grande moderna officina di montaggio di veivoli dalla quale uscì il primo aereo costruito in Brasile. Fu nominato direttore tecnico del ministero dell’Aviazione, carica che conservò fino al 1938. Per lunghi anni visse nell’indigenza più totale, colpevole di non aver chiesto la cittadinanza brasiliana per non perdere quella italiana. Morì nel 1965.


Nicola Carlomagno

Nicola Carlomagno nacque a Lauria nel 1761. Dallo “Stato delle anime” (censimento) redatto dal curato del tempo De Mellis si apprende che a Nicola viene dato il titolo di “magnifico”, avente il significato di “appartenente alla borghesia, benestante e civile”. Appena ventenne conseguì la laurea in legge all’università di Napoli. Per non allontanarsi dai numerosi amici, le cui idee collimavano con le sue, volle rimanere a Napoli dove ben presto si affermò come avvocato. Liberale convinto, partecipò alla nascita ed alla costituzione della Repubblica Partenopea nel 1799. Fu membro del Comitato della Municipalità. Dopo la caduta della Repubblica Partenopea fu arrestato e condannato a morte quale reo di lesa maestà. Nicola Carlomagno fu il primo lucano a subire la morte per impiccagione. Il cadavere di Nicola Carlomagno fu gettato nella fossa comune. Furono confiscati tutti i beni della famiglia, che cadde nella più squallida miseria. Nel 1899, al compimento del centenario della morte del nostro martire, l’Amministrazione comunale di Lauria lo ricordò ai posteri con una lapide murata prima sulla facciata del teatro che sorgeva in via Roma, e successivamente trasferito nell’atrio del palazzo comunale di fronte alla lapide dei caduti nella guerra 1915-18.


Mariano Lanziani

Il pittore Mario Lanziani nacque a Lauria il 12 febbraio 1883. Frequentò a Napoli l’Istituto delle Belle Arti. Eseguì lavori nelle chiese della diocesi di Policastro, in quelle della Calabria e del Salernitano. Tra i tanti affreschi eseguiti i più ammirati sono: il grande dipinto nella chiesa di San Nicola di Rivello, la bellissima “Natività” e la splendida “Disputa di Gesù nel Tempio”. Opere di inestimabile valore furono eseguite nel Santuario del Monte di Viggiano. Dipinse una grande tela in una cappella gentilizia del cimitero di Taormina ed è molto famoso un quadro raffigurante San Francesco di Paola che attraversa sul mantello lo stretto di Messina. Nel Municipio di Lauria vi è un quadro molto ammirato che il Lanziani offrì al Comune, dove in 4 rosoni sono dipinte le immagini di illustri personalità lauriote.


Lorenzo Brancati

Il Cardinale Lorenzo Brancati è considerato uno dei più dotti uomini in Italia del XVII sec. Nacque a Lauria il 10 aprile 1612; il suo nome di battesimo fu quello di Giovanni Francesco che mutò Lorenzo Maria. Ebbe come precettore in Lauria l’avv. Aquilante Vitale da cui apprese la grammatica e la dottrina cristiana. Nel 1636 divenne sacerdote e nel 1647 fu assunto Segretario dell’Ordine dei Minori Conventuali. Ebbe la nomina a lettore di teologia alla sapienza da parte di Papa Innocenzo X, Papa Alessandro VII lo nominò Consultore e Qualificatore del S. Ufficio, Consultore della Santa Congregazione dei Riti, Esaminatore Sinodale e dei Vescovi, Consultore della Santa Visita, dello Stato dei Regolari, della Concistoriale e Primo Custode della Biblioteca Vaticana, nonché Prefetto della Propaganda Fide. Alla morte di Papa Innocenzo XI (1689) sfiorò la Soglia Pontificia perché vi fu l’opposizione del Re di Spagna che si avvalse di un diritto che avevano alcuni imperatori e sovrani, protettori della Santa Romana Chiesa, per impedire l’elezione di un cardinale indesiderato dalla dignità pontificia. Morì il 3 novembre 1693.


Nicola Miraglia

Nicola Miraglia nacque a Lauria il 3 settembre 1835. Conseguita la laurea in giurisprudenza fu nominato dal “prodittatore della Sicilia” Antonio Mordini, suo segretario. In seguito entrò nel Ministero dell’Agricoltura, dove raggiunse ben presto la promozione a Direttore Generale. Nel 1892 fu eletto Deputato al Parlamento per il circondario di Lagonegro. Sei anni più tardi il Miraglia accettò la nomina a Direttore Generale dell’ormai collassato Banco di Napoli che risollevò in quindici anni di sana amministrazione. Per questo gli fu conferita la cittadinanza onoraria della città di Napoli, il Consiglio di Amministrazione del Banco, a titolo di gratitudine, lo ricompensò con un milione di lire, mentre il re Vittorio Emanuele III lo nominò conte.


Francesco Maria Gallo

Francesco Maria Gallo nacque a Lauria il 26 ottobre 1789. Laureatosi a Napoli in giurisprudenza, esercitò la professione di avvocato con serietà ed onestà. Fece parte della schiera dei giovani liberali di Lauria affiliati alla società segreta dei carbonari. Ammiratore di Giuseppe Mazzini, il Gallo aspirava alla costituzione di un’Italia libera a forma repubblicana democratica ed unitaria. Partecipò, ai molti politici della Basilicata; fu arrestato e condannato al carcere dove rimase fino al 1852. Caduti i Borboni, dopo il Plebiscito del 1860, il Gallo per primo fece sventolare dall’alto della collina dell’Assunta la bandiera nazionale. Il 27 gennaio 1861, quando ancora la capitale era Torino, si votò per la nomina dei deputati al Parlamento: Francesco Maria Gallo fu eletto nella sezione di Lauria.