Intestazione
  Conoscere Lauria Storia   -   Tradizioni   -   Arte   -   Letteratura   -   Lingue   Home Page

GEOGRAFIA
Il sistema Insediativo Pianta con Confini

   L'AMBIENTE NATURALE
La macchia mediterranea.
Di macchia mediterranea se ne possono riscontrare dei tipi: uno prevalenza di leccio ed uno dove, accanto le lecci, si trovano altre specie quali il lentisco, il corbezzolo, il mirto, la fillirea, l'erica, il cisto, il ginepro coccolone, la ginestra. La macchia mediterranea a prevalenza di leccio è quella più diffusa e ricopre le zone scoscese e rocciose del territorio offrendo, con il suo verde cupo, un'immagine suggestiva. La macchia offre un rifugio e nutrimento ad una ricca fauna, in particolare gli uccelli migratori che, da un inverno trascorso in Africa, raggiungono le nostre regioni per nidificare. La presenza di questi animali attira i predatori che, pur non essendo tipici della macchia mediterranea, e si spingono per trovare nutrimento: sono, ad esempio, il nibbio e di gatto selvatico
Le coltivazioni
i terreni coltivati rappresentano la parte meno consistente del territorio: le coltivazioni più importanti sono quelle del rubinetto, il vigneto e dei frutteti in genere, ubicati perlopiù nella zona sottostante il centro abitato, quella che si affaccia sulla valle del Noce.

Le pinete
L'unica pineta esistente nel territorio di Lauria è esclusivamente il tipo artificiale, ubicata sul versante meridionale della Serra Rotonda. Ha un'estensione di 15 ettari con piante che raggiungono i 15 - 17 metri d'altezza. La specie principale è il pino nero, ma si riscontra anche la presenza del pino marittimo, del pino radiato e del pino loricato. I rimboschimenti oggi spesso, caratterizzano il paesaggio collinare montano di molte aree della Basilicata, pur essendo molto criticato dagli ambientalisti. Però l'utilizzo di specie a volte estranee alla flora locale ma dotate di rapidità e di accrescimento, ha contribuito, oltre a rinsaldare le pendici, ad operare un restauro pedologico che potrebbe consentire il reinserimento della flora autoctona.

Le caducifoglie
Le formazioni di caducifoglie a prevalenza di querce, castagni, ontani, carpini, aceri ed ornielli costituiscono la percentuale più alta di bosco. La mescolanza di specie a varia secondo dell'esposizione, del'altimetria e del terreno. In linea di massima le querce, e tra queste il cerro, sono la specie più diffusa. Sui tronchi di castagno e di quercia trova nutrimento il cervo volante, il più grosso coleottero d'Europa, le cui larve vivono a carico dei tronchi marci marcescenti. La corteccia screpolata dalle piante rappresenta un ottimo nutrimento per numerose specie di uccelli: la cinciarella, il picchio muratore. Nelle cavità dei tronchi può nidificare anche l'allocco.

Le faggete
Le faggete sono ubicate nella parte più alta del massiccio del Sirino, nella zona circostante il monte La Spina e nel bosco della Canicella. Nei boschi maturi è molto frequente avvertire la presenza del picchio: il picchio verde riconoscibile dal verso simile ad una risata, il picchio rosso ed il raro picchio nero che frequenta le zone del bosco meno disturbate. Sulle cime e nelle zone esposte ai venti le faggete assumono forme di cespuglio, per cui si trovano al limite della vegetazione arborea ed arbustiva. In questi ambienti si possono osservare alcuni uccelli come il codirossone, il cui il maschio ha una vistosa livrea con testa e collo di colore blu e le parti inferiori della coda di color castano-arancio. Le altre specie forestali sono presenti in forma sporadica sul territorio: il pioppo, e il noce ed altre essenze minori.